Questa sezione raccoglie le testimonianze del percorso di APS Gazebo Sanità e Beni Comuni attraverso articoli di stampa, servizi televisivi, video, interviste e materiali informativi. Troverai inoltre notizie sugli eventi organizzati dall’associazione, sulla partecipazione a iniziative promosse da enti e istituzioni e su tutte le occasioni in cui il nostro impegno per la salute, tutela dei diritti, solidarietà e i beni comuni è stato raccontato e condiviso con la comunità.
Promuoviamo informazione e formazione per cittadini, volontari, associazioni, lavoratori che vogliono contribuire a un cambiamento concreto, fondato su equità sociale e tutela dei diritti fondamentali su Sanità e Beni Comuni.
UNA PESANTE ACCUSA DAL MONDO DEI DISABILI, DELLE LORO FAMIGLIE E DEI CAREGIVER. IL CONFRONTO CON L'EUROPA E' IMPIETOSO #silviafranchini——————————————Disabili e Caregiver: la Legge italiana (ferma) li lascia soli, ma i modelli europei funzionanodi #NicolaBorzi.Indennità, assicurazioni, assunzioni pubbliche: tutto quello che l’Europa fa e noi noFQ, 5.9.26Le cronache di questa estate implacabile nelle ultime ore riportano uno stillicidio di tragedie familiari, spesso dovute alla disperazione di genitori e figli che non riescono più a prendersi carico di familiari disabili. Una via crucis che continua da anni nell’indifferenza e alla quale la maggioranza che sorregge il governo Meloni, impegnata a dividersi sulla riscrittura della legge elettorale e a stanziare miliardi per comprare armi, non ha ancora trovato il tempo di dare risposta. Il disegno di legge presentato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli sui caregiver familiari, coloro che erogano l’assistenza, invece di riconoscere l’importanza della cura domestica come valore pubblico si limita a prevedere quella che per i critici è “una mancetta”. Eppure all’estero non mancano esempi ai quali ispirarsi.Varato dal Consiglio dei ministri nove mesi fa, il 12 gennaio, il Ddl Locatelli è fermo da mesi all’esame della Commissione Affari sociali della Camera. L’8 luglio è stato rinviato a data da destinarsi, mentre la bocciatura degli emendamenti dimostra che difficilmente arriverà in aula prima dell’autunno e sarà approvato definitivamente entro fine anno. Con la Camera ferma e il successivo passaggio al Senato, è impossibile rispettare la prevista scadenza del 30 settembre quando l’Inps dovrebbe attivare la piattaforma digitale per registrare i caregiver beneficiari del bonus mensile da 400 euro, ai quali dal 2027 dovrebbero andare circa 230 milioni l’anno. Ma i bisogni non aspettano. In Italia ci sono oltre 4,1 milioni di persone con disabilità (il 6,7% della popolazione). I caregiver familiari continuativi sono stimati tra 7 e 8 milioni, mentre sono 12 milioni le persone impegnate in aiuti informali, delle quali 1,5 milioni in situazioni difficili. Un esercito silenzioso, composto per oltre il 60% da donne. La solitudine e il burnout purtroppo sono la norma: oltre 560 mila caregiver conviventi non lavorano a causa dell’impegno nell’assistenza, esponendosi a povertà e future penalizzazioni pensionistiche.L’Europa però fornisce molti esempi di modelli più evoluti ed efficienti. In Francia la strategia “Agire per chi aiuta” offre un’indennità giornaliera parametrata al salario minimo e l’accumulo pensionistico automatico. In Germania l’assicurazione copre fino a 6 settimane l’anno di “sollievo” per i caregiver e lo Stato versa i contributi pensionistici, sanitari e di disoccupazione per chi cura per almeno 14 ore settimanali. In Spagna la legge Lapad riconosce lo status di caregiver e lo Stato finanzia interamente i contributi pensionistici. Nei Paesi Bassi le famiglie possono usare il “budget personale” per stipulare contratti di lavoro regolari con i familiari e la Corte d’Appello ha stabilito che la cura informale non può essere un obbligo imposto. Il caso dell’Austria è straordinario: il sussidio Pflegegeld è universale e vale fino a 1.745 euro al mese, concesso senza alcun limite Isee. Nello Stato austriaco del Burgenland i caregiver sono assunti dallo Stato con salario netto di 2 mila euro al mese e precise tutele di legge. Nel Regno Unito il sussidio ai caregiver è associato a crediti pensionistici e al diritto a orari di lavoro flessibili.In Italia, invece, le misure inserite nel Ddl Locatelli hanno scatenato la rabbia delle associazioni e dei sindacati. Il bonus mensile fino a 400 euro è ancorato a paletti strettissimi: per potervi accedere, il caregiver deve coabitare con un disabile gravissimo e prestare cure prevalenti per almeno 91 ore settimanali, cioè 13 ore ogni giorno, con un bonus pari a circa 1 euro l’ora. Inoltre, deve avere un Isee familiare entro i 15 mila euro e un reddito personale da lavoro sotto i 3 mila euro annui. La Cgil e le associazione Comma 255 e Caregiver Familiari Uniti segnalano che così si limita l’aiuto a circa 50-60 mila persone su milioni di aventi diritto, sottolineano l’assenza totale di contributi previdenziali figurativi, l’esclusione dei non conviventi e l’omissione della figura del caregiver “plurimo”, quello che assiste più familiari.Eppure gli esempi dall’estero dimostrano che un welfare moderno, basato su servizi integrati, tutele previdenziali e sul diritto dei caregiver a partecipare alla vita sociale è possibile. Intanto proprio il dramma dell’isolamento sociale, alla base di molte tragedie, non trova risposta nel Ddl Locatelli, ancora orientato sulla vecchia logica della pura monetizzazione, insufficiente e precaria, dei bisogni.#unaleggebuonapertutti#diritti#sanitapubblica#caregiver#caregiverfamiliare24H#gazebosanitabenicomuni…
Sulla base dei dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM):Le Istituzioni scolastiche statali in Italia sono circa 7.981 in tutto il territorio nazionale. Quindi facendo un "conto alla spicciolata", €.20.000.000,00 / 7.981 istituti scolastici = €.2.505,00/ CAD.Un Pinguino riusciremo ad acquistarlo? Poveri figli nostri 🥵🥵🥵🥵🥵 Scuola, Valditara: “Promessa mantenuta: contributo di 20 milioni di euro per strumenti e dispositivi di raffrescamento”“Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico.Questo intervento si inserisce nell’impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche. Stiamo lavorando anche a un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole. Ci aspettiamo, inoltre, che gli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitane – nell’ambito delle rispettive competenze, facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole”.“L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto”. Così il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.www.mim.gov.it/-/scuola-valditara-promessa-mantenuta-contributo-di-20-milioni-di-euro-per-strumen……
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🚨ℹ️ Bocciato in Commissione Affari Sociali del Senato l’emendamento 13.0.400 al Ddl 1241, che puntava a ridefinire i criteri di gratuità per le prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria, come quelle fornite nelle RSA ai malati di Alzheimer. Si apre dunque uno scenario completamente diverso sul fronte dei rimborsi.Il testo, molto discusso e criticato da associazioni e giuristi, prevedeva che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si facesse carico esclusivamente delle prestazioni di rilievo sanitario, anche quando connesse a quelle socio-assistenziali, limitando la gratuità complessiva e incidendo retroattivamente anche sui contenziosi in corso.⚠️ La giurisprudenza della Cassazione è invece ormai consolidata nel ritenere che, in presenza di stretta connessione tra cure sanitarie e assistenza, l’intero costo del ricovero in RSA debba gravare sul SSN. 👍 Molti Tribunali di merito – tra cui il Tribunale di Grosseto nel 2025 – stanno infatti accogliendo ricorsi per il rimborso delle rette già pagate dalle famiglie dei pazienti.La bocciatura dell’emendamento sulle rette delle Rsa non ferma dunque il contenzioso ed i rimborsi: chi ha sostenuto spese per l’assistenza in RSA di un paziente affetto da Alzheimer o da gravi patologie neurodegenerative, può ancora agire in giudizio per ottenere il rimborso. È fondamentale, però, affidarsi a un legale esperto e presentare tutta la documentazione sanitaria e amministrativa utileLa bocciatura della Commissione Affari SocialiIl percorso del contestato emendamento n. 13.0.400 al Ddl 1241 si è arrestato a seguito dell’ultima seduta della Commissione Affari sociali in sede referente.Nelle intenzioni, si sarebbero voluti introdurre, sotto l’egida del disegno di legge denominato “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria”, alcuni accorgimenti per ridurre l’accesso alla gratuità per le prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria, peraltro estendendo la loro efficacia anche ai giudizi in corso di svolgimento presso i nostri tribunali.#diritti#sanitapubblica#RSA#rimbirsi#cittadinoinformato#gazebosanitabenicomuni…
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